A cavalcioni

   

Porgimi ancora

scuse

nascoste nelle guance

e due bicchieri d’acqua

salata.

Prestami ancora

gli occhi

per setacciare sabbia

polvere d’Atlantide

e fondi di caffè.

Regalami ancora

sogni

da saltarci sopra a cavalcioni

una coperta per mantello

e nuvole

di fumo colorato

all’orizzonte.

Mai così vicine

   

L’inaspettato

veste colori morbidi

come la nebbia

la sabbia del deserto

il pane.

Piega le gambe al tempo

Strappandogli le ali dalla schiena.

Rompe la voce

e gli argini

ciglia di bambù.

L’inaspettato sceglie

beffandosi dei voglio e dei vorrei

 e delle nostre bugie

la misura

nello spazio d’un foglio

tra le mie dita e le tue

mai così vicine. 

    

La sorpresa

   

Sollevi carta di giornale

come una tenda

da cui sbirciare il tempo andato

e le mie gambe.

Lo scalpiccio bugiardo

la fretta del ritorno

e la sorpresa

raccolta nelle orecchie come un nido

si libera dalle mie labbra

in uno sputo

dolce di zucchero veleno

contro il tuo vetro sporco

 d’inchiostro.