Con gli occhi

rembrandt

 
Che avevi molte voci
molte più di me
te ne facevi un vanto
un tempo
sciogliendo caramelle
tra pozzanghere e sputi
filando stelle e zucchero
e con le labbra
disinfettavi i lembi
lacerati
del tuo colpire i legni
chiusi a sigillo.
Avevi molte voci
molte più di me
che t’ho grattato via la pelle
a forza di sguardi
e del tuo dire e fare e baciare
non resta che un pugnetto
di carne
nelle mani mie
che ho sempre fatto
tutto
con gli occhi.

Troppo silenzio

Irlanda
 
Margini
risparmiati dai rumori
son diventati pareti
da cui entrare e uscire
in punta di dita.
Rumori neri
come d’inchiostro nella pelle
la nota sfuggita al dito
il tempo sbagliato
il grido sulla bocca dei giganti.
Sono i rumori
nostri
quelli che li sentiamo solo con gli occhi,
che ci hanno visto giovani
prenderci le misure
e nascondere i sorrisi
tra le parentesi.
Rumori d’ovatta
sospesi in uno spazio vuoto
che quando abbiamo chiuso gli occhi
per sentirci davvero
siamo rimasti immobili
braccia nelle braccia
disorientati
per il troppo silenzio.