Le dita del mare

 

Guardavo la purezza di una linea
lo schianto d’un colore nell’altro
insofferente.
Tu guardavi me.
L’acqua carezzava le caviglie
e ci toglieva il mondo
dai piedi e dagli occhi.
Le onde son le dita del mare
m’hai detto
puntando i segni sulla sabbia
e dalle unghiate
puoi misurarne i desideri.
Non smette mai
ho detto io
quando la schiuma s’è fatta lingua
per leccare l’ultima ferita
e unghia
nuovo graffio da medicare.
Non smette mai di desiderare
ho detto ancora
e tu hai riso
di me.

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