Cinque lacrime di fuoco

 

Cinque  lacrime di fuoco ch’eravate ben nascoste,

van chiedendo cosa foste nella vita appena andata,

sulla maschera emaciata della donna senza ciglia.

Van chiedendo della figlia, la bambina solitaria

che i capelli aveva d’aria e la bocca di sussurri,

nelle mani fuochi azzurri, delle impronte alcuna traccia.

Van chiedendone la faccia che nessuno ormai ricorda

mentre sciolgono la corda stretta al collo della madre,

lei, senz’ombra sulle strade, copre i segni con le mani.

Siete i simboli lontani, cinque macchie di vermiglio

sulla pelle, nascondiglio del segreto condannato

ch’ormai Morte ha sigillato, proteggendo il vostro gioco.