24 Luglio

   

Mi ricordo incredula
di piacerti,
che ero una crisalide
scalza e spigolosa.
Stupita,
di quel che era palese
per tutti tranne me.
E le risate,
a recitare l’uomo e la donna
(e la figlia tossica)
mentre i ghiaccioli si scioglievano
e ci gocciolavano sui piedi.
Ricordo la mia faccia da culo
(sì, sempre avuta)
con l’indice puntato sulla A
d’un portachiavi di gomma colorato.
E ricordo te.
Anzi, non voglio.
Ricordo la tua foto, quella sì.
Occhi verdi, capelli scuri
(capelli)
e sei bello,
hai la bellezza dei tredici anni
(mai compiuti)
e sorridi, che ancora non lo sai
che chi ti guarda
presto piangerà.
Ma qui
ne son passati di anni,
tantissimi…
eppure in fondo in fondo
lo sai che sono ancora una crisalide,
forse meno spigolosa, sì,
ma ancora scalza,
ancora sempre felicemente scalza.

  

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