Io

 

 

  Scarna              giusta nei colori ma disadorna

Parole pesate e misurate           esplose       coriandoli lanciati a piene mani

Lacrime e singhiozzi      Lacrime emotive               Lacrime primaverili

Mani che impastano la malta             mani che scavano e creano      Schiaffeggiano
Dito che punta              carezza in punta di dita

Schiena che sopporta               peso sulle spalle                  Libellula

Candida pelle           Inchiostro per la memoria            Nero e sangue

In bilico           ierioggidomani             perché?

Peccati di gola              Fame chimica              Anoressia

Donna
Amante                        Madre

 

io 

 

Distanze

20/06/2008

Quando i capelli
sciolgono l’odore del giorno
tra la guancia e il cuscino,
quando le ciglia si baciano
a lungo
a soddisfare voglie
centellinate a battiti,
quando un nastro di raso nero
srotola i pensieri
inghiottendo limiti
e distanze
lì arrivi tu, sempre
a regalarmi un’altra notte
senza riposo.

 

Oggi

 

Ci sono mattine
rare
in cui ci sveglia il sole
e il silenzio
e non ci sembra vero.
Ci sono minuti
fatati
in cui vorrei essere pelle
solo pelle
per godere all’infinito
la tua mano che accarezza.
Ci sono pomeriggi
domenicali
di me e te da soli
come quando eravamo giovani
e ci prendevamo sul divano
e ti amo.
Ci sono ore
troppo poche
e lussuose
in cui mi faccio fare bella
e tu sorridi
e io sbuffo.
Ci sono momenti
vecchi
di vecchi aperitivi
coi vecchi amici
nel vecchio locale
a guardare vecchie foto
chiedendomi se i vecchi siamo noi.
Ci sono domande
strane
che non vogliono risposte
e giornate
che arrivano per dono,
come quando aspetti pioggia
e invece splende il sole.

 

 

Recisione

L’alito ispessisce il vetro
e cola, solletico sul legno.
Gli occhi guardano lontano
ma non c’è armonia
nei contorni e nei colori.
Nuvole stracciate sono gli abiti del cielo,
quattro parole i miei.
Piove terra,
copre l’asfalto e l’erba
e mi toglie i punti.
Sento un suono secco
un sibilo lontano
che non mi piace,
che sa di recisione.
Ingoio amara confusione
e apro lo scrigno delle mie mani.
Sabbia.
La lascio scivolare
sottile e costante,
clessidra che non si può girare.