Il Limite

Mescolo e rimescolo i segni
e li dispongo
sulla tovaglia bianca.
Allungo la mano
per toccare il fuoco.
Troppo o troppo poco?
Il limite è un capello
bianco
e io detesto il bianco.
Muovo le figure
e sento freddo.
Allora so che il fuoco è gelo
e brucerà dopo
e di più.
Ma non ritraggo la mano
e incosciente
scalcio
stringendo i denti
e rovescio il tavolo quadrato
e cade
sull’erba
il solitario dei miei misteri.

 

 

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Se non so (So)

 

Se non so (So), 2005. Olio, sabbia e stucco su legno.

ora esposto a casa di Elisa

 

SCRITTURA PER PICCOLE STANZE SENZA PORTA –

MIRACOLI DI CORTESE IRONIA E SGUAIATA SPERANZA –

MUSICHE ANTICHE VISCERALI COATTE ISTERICHE –

BUBBONI CISTICI NEL TEMPIO

 

COSPARGO A NUOVO LE PARETI INTERNE DEL TEATRO –

ACCARTOCCIO VECCHIE PELLI IN BARATTOLI DI FELTRO –

MELE VERDI E TEQUILA

 

SE NON SO

 

SO

 

Rido

  

 

E rido

Ma quanto rido!

È sempre la solita vecchia sgualdrina

Rossetto e tacchi alti

E scopre spalle e gambe

Per attirare sguardi e cuori.

Esche giocattolo.

Mi fa ridere

Quella puttana maldestra

Che batte finti marciapiedi

Con la spavalda fierezza

di avere il mondo in vendita.

Ma rido

Perché barcolla sui tacchi

e cade in ginocchio

mentre passa un maschio distratto

che fa cadere una moneta.

Gliela tira dietro, lei

urlando insulti da borgata.

E così si mostra

Puttana dentro e fuori

E io rido

Raccogliendo la sua elemosina.