Allora, si parla di un raccontino, e lo so da sola che parlare di un raccontino spendendo il doppio delle parole della sua lunghezza fa già ridere… però me ne frego e lo faccio lo stesso, ripromettendomi di non essere troppo prolissa. Il racconto in questione è un affarino di 276 parole e si [...]
Archivio per la categoria ‘I Miei Racconti’
Siccome ieri si è conclusa la sesta edizione de La Fossa (e non mi metto mica a spiegare cos’è, che tanto gran parte di chi legge lo sa già e alla restante parte non interesserebbe) ho pensato di riesumare il racconto con cui ho vinto la precedente edizione, che se non lo tiro fuori adesso [...]
Mi sono accorta che è un bel po’ di tempo che non inserisco nel blog un mio racconto. Allora ho voluto cogliere l’occasione dell’odierna pubblicazione su Scheletri di un mio lavoro di un paio di mesi fa, per riportarlo anche qui, spendendo due parole per raccontare come è nato. Dunque, un amico di horror – [...]
Raccontino scritto stasera al volo, così, giusto per non perdere l’allenamento e per non pescare sempre nel passato. Lo spunto è arrivato da una chiacchierata fatta ieri pomeriggio con la parrucchiera, mentre tentava di domare il groviglio selvaggio dei mie capelli (invano). Alle volte penso di essere fuori dal mondo. Ma mi sa che è [...]
Maculata concezione
Posted: maggio 6, 2008 in I Miei RaccontiEtichette: conte dracula, Horror, maculata concezione, racconto, valchiria, vampiri
Ecco un raccontino che non ha letto (quasi) nessuno. L’ho inviato nel 2006 per la partecipazione al concorso “666 Passi nel Delirio”, insieme a un altro scritto a quattro mani con Francesco Donato. Dopo diversi mesi di attesa, quando ormai nemmeno ci pensavo più, ecco che mi arriva una mail con il grande annuncio: il [...]
Il Temporale
Posted: aprile 22, 2008 in I Miei RaccontiEtichette: concorso horror, Il temporale, orrore, racconto, racconto horror, scheletri, valchiria
Mi ero alzato per bere. Ero tornato a letto e non riuscivo a riaddormentarmi per via del temporale. Succedeva sempre dalla notte in cui sotto il diluvio avevo investito quell’uomo uccidendolo. Mi ripetevo che col tempo avrei dimenticato. Guardavo compiaciuto la mia donna che dormiva accanto a me e cercavo di riprendere sonno. Ad [...]