Archivio per la categoria 'I Miei Pensieri'

Preghiera

 

 

Tienimi

schiacciata tra due fogli

velo di fiore

che il tempo non mi mangi

l’anima.

 

 

  

Di simboli e segreti

 

 

 

Tu le vorresti artigli

le mie dita

punteruoli

scalfirti acuminati schiena e lingua e sesso.

Io le racchiudo

a volte

nel palmo della mano

nell’immobilità di simboli e segreti

timore

del mio sbagliare il senso della marcia

o del pudore.

 

 

E non dormivi

 

intrecci

Dei tuoi respiri

so riconoscere l’odore

il suono della notte

il colore.

I tuoi respiri

li porto tra i capelli

e nella bocca

e non dimenticare

che t’ho guardato gli occhi

chiusi

e non dormivi.

  

Haiku di una sera al parco

 

foglie

Caldo l’abbraccio

il riccio e la castagna

letto di foglie

   

Il Pieno

(esercizio di brainstorming in solitaria)

cielo

Succede
raramente in verità.
Non più al supermercato
che dopo tanto tempo ho imparato
a comprare giusto
a misurare
che mi dispiace che la roba si rovini
o s’impolveri
o si riempia di farfalle.
Così non faccio scorte
nemmeno di gasolio
anche se lo so che lo consumerò
e poi dovrò rifarlo ancora
e ancora
ma va così
ne metto 10 o 20
veloce
e aspetto che si accenda la pallina.
E neanche delle sigarette
mi facevo scorta
e succedeva che finivano di notte
e che toccava uscire
un passo e una madonna
ma non prendevo mai la stecca
che tanto prima o poi dovevo smettere.
Così succede
che ricordo i fazzoletti
solo quando ho il raffreddore
e con gli spicci fastidiosi
carico la chiave del caffè
e poi mi manca sempre quel centesimo.
Succede che riduco l’appetito
ad un assaggio veloce
frettoloso
che scacci via la fame
dimenticando il gusto dell’assaporare
perché devo infilare tante cose
nel portafogli della giornata
e assottiglio tutto
come banconote consumate.
Solo di scarpe e libri
continuo a fare scorte
non so se più per gola o malattia,
e come le mie scarpe
l’ho indossato
morbida pelle,
muovendo i passi muovevamo il mondo
e come un libro
l’ho sfogliato
fissando immagini e colori
scandendo le parole nei respiri e nelle mani
inumidite
strette
ma quando guardo i corridoi
ripostigli delle mie passioni
non c’è che una scarpiera piena
di scarpe
e uno scaffale in alto ancora da riempire
mentre di lui rimane
l’impressione
d’aver fatto un pieno
che piano sfuma
e affama.

 

 

 

Angoli

blu

Torno
a frugare gli angoli
degli occhi
dove il buio t’ha aggrappato
tra l’onda e l’ombra
                                    ombelico e corda
 
Indugio
in punta di lingua
cercandoti negli angoli
della mia bocca
dove la sete t’ha strappato via
troppo di fretta
                                    latte di mandorla
 
Lascio
che il vento scuota
a colpi di carezze
il cuore
steso via come un lenzuolo
sgualcito
dove lo sporco è dolce
umido e pieno
e nei suoi mille angoli
                                    aghi e cuciture
si fa di te
prigione
e scrigno.
  

Haiku di fine stagione

 

Pioggia

 

 

 

 

 

 

      Scrosci di pioggia

      canticchiano sui vetri:

      muore l’estate.

Risveglio

C’è questa mia poesiola, che s’intitola Risveglio, che pare essersi aggiudicata il terzo posto di un concorso di poesie horror e che quindi mi ha fatto vincere un libro e quando ricevo libri sono sempre molto contenta, anche se credo che il contenuto del mio lavoro sia rimasto oscuro ai più :-)

Eccola qua:

 

Burattini per Risveglio

E lavi via
la terra
con lacrime e saliva
umidità di sangue
nero.
Il tuo stupore
un cigolio
sbadiglio arrugginito
tra gli spilli.
Di mani e d’unghie
il tuo grattare
lembi
stracci di pelle e chiodi
fibre
di legno e carne
schegge
di legno e ossa
vene
di legno e sangue.
E suona come musica
stridula
vecchio strumento di morte
giocattolo sepolto
il tuo risveglio
fatto di carezze
rigagnoli
piccole mani liquide
pregne
di quel che un tempo era vivo
e ora
t’imprigiona
nel tuo segreto
giaciglio di terra.  

Con gli occhi

rembrandt

 
Che avevi molte voci
molte più di me
te ne facevi un vanto
un tempo
sciogliendo caramelle
tra pozzanghere e sputi
filando stelle e zucchero
e con le labbra
disinfettavi i lembi
lacerati
del tuo colpire i legni
chiusi a sigillo.
Avevi molte voci
molte più di me
che t’ho grattato via la pelle
a forza di sguardi
e del tuo dire e fare e baciare
non resta che un pugnetto
di carne
nelle mani mie
che ho sempre fatto
tutto
con gli occhi.

Troppo silenzio

Irlanda
 
Margini
risparmiati dai rumori
son diventati pareti
da cui entrare e uscire
in punta di dita.
Rumori neri
come d’inchiostro nella pelle
la nota sfuggita al dito
il tempo sbagliato
il grido sulla bocca dei giganti.
Sono i rumori
nostri
quelli che li sentiamo solo con gli occhi,
che ci hanno visto giovani
prenderci le misure
e nascondere i sorrisi
tra le parentesi.
Rumori d’ovatta
sospesi in uno spazio vuoto
che quando abbiamo chiuso gli occhi
per sentirci davvero
siamo rimasti immobili
braccia nelle braccia
disorientati
per il troppo silenzio.

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Valchiria Pagani

schizzidisangue@hotmail.com

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