Qualcosa è successo, là a Orvieto. Qualcosa che mi fa rigirare le budella… Che poi, Orvieto, per me era tutt’altro, fino a un paio di mesi fa. Orvieto era un’incantevole cittadina di origine etrusca arroccata su una collina al confine tra Lazio e Umbria che quando vado a Roma, in autostrada, ci passo proprio accanto ed è stupenda. E poi Orvieto era il posto in cui mi ero trovata con Lisa e avevamo mangiato quella pasta piccantissima, con le melanzane… Un posticino in cui sarei tornata volentieri soprattutto quando ho saputo che vi si sarebbe svolto il Fantasy Horror Award! Suonava fico, cavolo. Suonava bello, e vero! Se ne parlava ovunque. Gente che stimo promuoveva l’evento e l’annesso concorso Fantastique, per racconti fantasy e horror. Insomma, nell’animo di gran parte di noi “appassionati” qualcosa si era mosso perché certe iniziative vanno appoggiate sostenute perché poi non ci si può lamentare, se qui l’horror muore se nessuno gli dà un briciolo di credito. Nel mio piccolo, voglio esserci, ho pensato. Io che non ho mai fatto una manifestazione nemmeno ai tempi della scuola io che sono un po’ contraria a certe messe in scena stavolta volevo esserci anche solo per aggiungermi al coro per fare rumore con gli altri. Poi succede che qualcuno, là a Orvieto, fa la cazzata. Parte una e-mail con la parola “finalisti” invece di “partecipanti” e di colpo la puzza si solleva. Un terribile dubbio si è insinuato nella mente di molti… L’idea che qualcosa non fosse stato fatto a dovere. Quest’idea fastidiosa, giorno dopo giorno, s’ingigantiva tra i miei pensieri. Una notte, addirittura ho fatto un sogno: c’era un po’ di gente che confabulava aveva un po’ di cazzi suoi da fare a Orvieto e ha pensato bene che una parte delle spese poteva farla coprire a qualche povero coglione con il sistema più facile e inattaccabile del mondo: un concorso a pagamento! I poveri coglioni pagano 20 euro ciascuno per partecipare i racconti manco li leggiamo tra i partecipanti selezioniamo i dieci nomi finalisti pescandone qualcuno noto e altri meno e cercando di bilanciare tra uomini e donne e in mezzo ci “mimetizziamo” il nome di quello che deve vincere. Tanto i poveri coglioni non sapranno mai quanti erano in gara né chi erano né con quali criteri la giuria ha valutato né il perché un racconto abbia prevalso sull’altro. Anzi, meglio ancora! Siccome sono appunto dei poveri coglioni facciamo credere loro che sono tutti finalisti così magari corrono fin qua si prenotano l’hotel (sì sì, ottima questa, mettiamo pure la brochure con gli hotel, così non sbagliano) mangiano, bevono e comprano qualcosa così portano pure un po’ di soldi al Comune di Orvieto e soprattutto fanno numero e sarà una manifestazione “partecipata”! Ecco, proprio a questo punto mi sono svegliata. È inutile dire che ero completamente sudata, il respiro affannato e una flebile luce penetrava dalla persiana nel buio della mia camera da letto proprio come in un film horror di grande originalità. La cosa sconvolgente è che lo stesso incubo lo abbiamo fatto in tanti. Un gigantesco sogno collettivo! Incredibile! Evidentemente, siamo poveri coglioni fino a un certo punto e di sicuro, certi personaggi apparsi nel sogno non me li dimenticherò più. Quello che mi spiace al di là di tutto è che ora quando si nomina Orvieto certi bei ricordi sono sopraffatti dalla vergogna di questa vicenda ed è un peccato perché un paesino così bello non lo meritava… Ah, siccome certe cose dette così rimangono un po’ sul vago per chi ha voglia di togliersi qualche curiosità (sui nomi- sui particolari dell’evento- e sulle altre porcherie) rimando agli articoli scritti da gente che ne ha parlato con assoluto dettaglio: Terno secco sulla ruota di Orvieto (di Elvezio Sciallis) Invasione di Pagliacci a Orvieto (di Gelostellato) Gran finale al Fantasy Horror Award (di Silente)
Commenti

anchio anchio lo stesso sogno!
minchia
e quando mi sono svegliato
tu non ci crederai
no no
nessuno ci crederà
perché questa cosa ha dell’incredibile
beh
ecco
i venti euro erano spariti veramente!!!
robe che mi cagassi sotto depaura!
cazzo
avevo vergogna a dirlo, ma…
anche i miei!
anche i miei 20 euro sono spariti!
diavolo…
buonissima aggiungerei… con uno frai i “Duomi” più belli che abbia mai visto!!!!
Ottimo quel pranzo…. tanto tempo fa’!
cavolo sì
proprio “una vita” fa
cos’era, il 2004 vero?
cavolo, quanto tempo…
talmente tanto tempo che non lo ricordo neanche!!!
Troppo tempo!!!!
Triste storia….
già già…
Valky questo è il post che esprime meglio anche il mio pensiero!
Farò un linkone alle tue parole anche dal mio blogus perché non ho voglia di scrivere di mio pugno che sono stato preso per un coglione! ^_^
Toccarci i sogni, proprio non si fa, no no no, non si fa, cazzarola bella!
ciao carissimo!
Linka pure.
E no, toccarci i sogni no, non si fa!
FATTO!!! ^_^