Succede
raramente in verità.
Non più al supermercato
che dopo tanto tempo ho imparato
a comprare giusto
a misurare
che mi dispiace che la roba si rovini
o s’impolveri
o si riempia di farfalle.
Così non faccio scorte
nemmeno di gasolio
anche se lo so che lo consumerò
e poi dovrò rifarlo ancora
e ancora
ma va così
ne metto 10 o 20
veloce
e aspetto che si accenda la pallina.
E neanche delle sigarette
mi facevo scorta
e succedeva che finivano di notte
e che toccava uscire
un passo e una madonna
ma non prendevo mai la stecca
che tanto prima o poi dovevo smettere.
Così succede
che ricordo i fazzoletti
solo quando ho il raffreddore
e con gli spicci fastidiosi
carico la chiave del caffè
e poi mi manca sempre quel centesimo.
Succede che riduco l’appetito
ad un assaggio veloce
frettoloso
che scacci via la fame
dimenticando il gusto dell’assaporare
perché devo infilare tante cose
nel portafogli della giornata
e assottiglio tutto
come banconote consumate.
Solo di scarpe e libri
continuo a fare scorte
non so se più per gola o malattia,
e come le mie scarpe
l’ho indossato
morbida pelle,
muovendo i passi muovevamo il mondo
e come un libro
l’ho sfogliato
fissando immagini e colori
scandendo le parole nei respiri e nelle mani
inumidite
strette
ma quando guardo i corridoi
ripostigli delle mie passioni
non c’è che una scarpiera piena
di scarpe
e uno scaffale in alto ancora da riempire
mentre di lui rimane
l’impressione
d’aver fatto un pieno
che piano sfuma
e affama.
È un esercizio per scovare idee terribili da usare per la finale della Fossa? ^_^
Ciao Valky!
Buona giornata.
ciao caro.
No no
era un esercizio per scacciare gli spiriti cattivi
della nostaglia
e del cielo nuvoloso
per la finale di fossa
ci sto pensando
sto cercando…
tu tieniti pronto
baci e abbracci