Torno
a frugare gli angoli
degli occhi
dove il buio t’ha aggrappato
tra l’onda e l’ombra
ombelico e corda
Indugio
in punta di lingua
cercandoti negli angoli
della mia bocca
dove la sete t’ha strappato via
troppo di fretta
latte di mandorla
Lascio
che il vento scuota
a colpi di carezze
il cuore
steso via come un lenzuolo
sgualcito
dove lo sporco è dolce
umido e pieno
e nei suoi mille angoli
aghi e cuciture
si fa di te
prigione
e scrigno.
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