Archivio per Ottobre 2009

Letteratura erotica: scopi e ragioni

   
naso e bocca
   
   
Scrivo questo post un po’ mogia. Delusa. Confusa. Bo.
Quindi ne verrà fuori un post confuso. Molto incasinato. Che non rileggerò perché non mi va e perchè non si fa, come fosse una riflessione istintiva e pubblica.
La mia riflessione nasce dalla lettura di due romanzi classificati come letteratura erotica.
Nello specifico, Immagini di cristallo di Kawabata Yasunari e Donne di Charles Bukowski.
Allora, le domande che io mi pongo sono di due ordini.
1 – perché uno scrittore decide di scrivere di erotismo? quali sono le motivazioni che lo spingono? cosa vuole comunicare? quali emozioni vuole suscitare nel lettore?
(questo presuppone ovviamente l’intenzione comunicativa dello scrittore. C’è pure chi scrive per sé, come per vomitare fuori una serie di frustrazioni, pensieri, emozioni, come metodo di catarsi, o per scaricare stress e tensioni, ignorando per lo più la presenza di un ipotetico lettore)
2 – perché un lettore sceglie di leggere un romanzo erotico? che tipo di sensazioni cerca da questa lettura? che cosa si aspetta di trovarci?
Senza tirarla troppo per le lunghe a raccontare quello che io cercavo nei due romanzi che ho letto, mi limito a dire che desideravo leggere di erotismo e nessuno dei due mi ha soddisfatto.
La cosa bizzarra è che è accaduto in modo del tutto opposto.
   
Immagini di Cristallo non l’ho proprio capito.
Forse è un problema mio. Forse questa è una lettura troppo raffinata. Forse Kawabata ha voluto creare situazioni in cui l’erotismo è solo accennato, e va colto nel non detto, va scavato tra i comportamenti, le contraddizioni, gli stati d’animo dei personaggi. Se così è, purtroppo la mia scarsissima conoscenza della cultura giapponese non mi ha permesso di comprendere.
E non è nemmeno facile, perchè si parla di una raccolta di racconti scritti intorno agli anni 30, anni in cui senza dubbio c’era un diverso senso del pudore, un diverso modo di percepire la nudità e la ricerca del piacere.
Con queste premesse, non posso dire che Immagini di cristallo mi abbia deluso. È innegabile la capacità di Kawabata di descrivere l’essere umano e il paesaggio, di creare immagini che davvero si formano davanti agli occhi, per rimanere. Semplicemente, per quanto riguarda l’elemento erotico, non possiedo gli strumenti per comprenderne le intenzioni.
   
Donne è esattamente l’opposto.
In questo romanzo Bukowski racconta, tra verità e fantasia, le proprie gesta di poeta e scrittore alcolista  costantemente arrapato. Le sue donne, ognuna unica, ognuna diversa, con la spietata disamina di pregi e difetti caratteriali e perfino anatomici, sono la vera fissazione del protagonista, che con lo stesso realismo racconta il propri stati d’animo.  
Ne emerge un uomo squallido, consapevole di essere in balia delle proprie pulsioni, un uomo che fa della donna e del sesso uno strumento per ritrovare e riaffermare se stesso. Il protagonista ha bisogno della donna per il valore che può avere riuscire a dominarla. Trafiggerla, pugnalarla. Meglio se giovane, meglio se ha trent’anni meno di lui. E poco importa se una è pazza, se una è drogata, se una è disperata. Loro ci stanno e lui coglie al balzo.
Sia chiaro che non sto facendo la paladina dei diritti delle donne. Chissenefrega. Il romanzo è scritto e ambientato a metà anni 70, periodo in cui la donna rivendicava la propria libertà sessuale e ci sta, quest’immagine delle donne scopaiole, che puttaneggiano a destra e a manca e che si fanno trattare come bambole gonfiabili. Anzi, questo aspetto del romanzo è quello culturalmente più interessante.
E anche lo stile non m’è dispiaciuto. Non c’è una vera storia, sembra piuttosto il racconto di vicende in cui il denominatore comune è il sesso, ma il romanzo scorre via bene, è asciutto ed essenziale.  
Quello che non m’è piaciuto è che Bukowski  racconta senza risparmiare nemmeno un dettaglio. Esplicito al punto da non lasciare niente all’immaginazione. E questo, nell’erotismo, è un male. Un male enorme! In tutta onestà, in certi passaggi ho provato perfino fastidio.
  
Quindi, ricapitolando, in Donne si dice troppo, in Immagini di Cristallo troppo poco. Per me.
Ho trovato decisamente più erotico Storia di neve, di Mauro Corona, che però non appartiene a tale genere.
Qualcuno mi dice che La cruna dell’ago, romanzo di spionaggio di Ken Follet, sia un capolavoro d’erotismo.
Allora, cos’è l’erotismo? Non basta parlare di sesso, non basta descrivere ginnastica da camera da letto. Credo si tratti di un insieme di meccanismi difficilissimi, che vanno a toccare nell’intimo e nel personale di ognuno.
Ma allora può davvero esistere una letteratura erotica? È davvero un genere letterario?
O piuttosto esiste l’erotismo, fa parte della nostra vita e qualche volta entra in un romanzo insieme alla vita dei personaggi, che sia un romanzo rosa, un thriller, un noir, uno storico.
Sono le stesse domande che già da tempo mi pongo a proposito dell’horror. C’è sempre la vecchia questione che non basta un vampiro o un fantasma per fare horror. Come non basta rovesciare dieci litri di sangue.
Si tratta di uno stato d’animo. Si tratta di andare in cerca di piccole radici nell’animo umano, nel posto intimo in cui nasce la paura, e riuscire poi a riprodurne i meccanismi nel lettore. E la paura è parte della nostra vita come l’erotismo.
Ma allora… esiste l’horror? O esistono storie che riescono a far paura?
Che casino. Mi sono persa nel mio stesso intrico.
E allora, in barba a tutti, piazzo qua sopra una foto che sembra non entrarci niente, e invece.  :-)


Valchiria Pagani

schizzidisangue@hotmail.com

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Il diavolo non può nulla contro la volontà, pochissimo sull'intelligenza e tutto sulla fantasia. (Joris-Karl Huysmans)