Il divisore

 

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Di quelle pagine sprecate
sporche
di debiti e incombenze
che li ricordi a prescindere
e di cazzate
a cui togli uno zero
per imbrogliare il mese
e l’amor proprio.
Che impari a sezionare
le necessità
la mano ferma del chirurgo
e tagli e incolli
parole
e orecchie
da distribuire
e bocche di plastica
per baciare quando serve
e sorridere
a comando.
Ripeti sottovoce
le tabelline
e sulle dita calcoli il riporto
delle intenzioni
che nell’economia del tempo
e delle voglie
confondi il divisore
tra i bisogni
e i sentimenti.

4 Risposte a “Il divisore”


  1. 1 Anonimo Giugno 23, 2009 alle 9:56 pm

    E’ una vita che non passo di qui!
    Bella poesia. Mi ricorda mio padre. :)
    Un salutone dal Canada! :)

  2. 2 Valchiria Giugno 24, 2009 alle 7:24 am

    ciao carissimo!
    grazie :-)
    un salutone anche a te
    e vedi di passare più spesso!
    smack

  3. 3 erode Giugno 30, 2009 alle 1:43 pm

    Leggevo che ripetere conti su conti a mente, serviva per tenere la mente occupata dalle influenze altrui.
    Si sviluppano abilità che permettono di schermarsi.
    Poi il divisore lo decidi sempre tu e tieni presente che sta sempre sotto, alla fine.
    Per quanto l’imbroglio sia grande.

  4. 4 Valchiria Giugno 30, 2009 alle 8:50 pm

    Il problema è che per quanto cerco di contare, il tempo resta sempre quello che è :-)


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