Sei nell’indugio
di passi scivolati
dentro
di cose spinte fuori
strette
tra i denti e il respiro.
Sei nel tuo stringere
catene e mani
che vuoi bucare il vento
con i piedi
e chiuderti la giacca
addosso
come scudo.
Nel rosso che ti scivola dagli occhi
sei
e come me
l’andirivieni
delle tue dita
che pizzicano stelle
e i solchi nella terra
col sedere.


Ho colto l\’intento sin dal principio, poi l\’ho negato a me stesso perchè non banalizzare la cosa. Le descrizioni a parole non le ho mai considerate peccando ovviamente di superbia….
Qui è definita la descrizione di un attimo o quella assoluta? Hai veramente capito o solo decifrato?
oddio, l\’assoluto non rientra nelle mie possibilità… non ancora almeno!
ma non è nemmeno un attimo
gli attimi sono tanti
è un po\’ come un breve filmato, frutto della successione di tanti singoli fotogrammi che ho catturato, osservando
poi, mo che ho scoperto che siamo pure parenti…
Noto che sono spesso le righe conclusive quelle a chiudere con maggior riflessione! O, per lo meno, sono quelle che piacciono di più a me! ^^
Semplicemente, questi componimenti sono il mio sforzo di dipingere con le parole un insieme di sensazioni, e quando sento di esserci riuscita, metto il punto finale.
Credo sia per questo che i versi conclusivi, di solito, sono quelli più ricchi.
Grazie per l’apprezzamento, significa che i miei sforzi in qualche modo arrivano a buon fine