
Di quelle pagine sprecate sporche di debiti e incombenze che li ricordi a prescindere e di cazzate a cui togli uno zero per imbrogliare il mese e l’amor proprio. Che impari a sezionare le necessità la mano ferma del chirurgo e tagli e incolli parole e orecchie da distribuire e bocche di plastica per baciare quando serve e sorridere a comando. Ripeti sottovoce le tabelline e sulle dita calcoli il riporto delle intenzioni che nell’economia del tempo e delle voglie confondi il divisore tra i bisogni e i sentimenti.



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