Archivio per Dicembre 2008

Piccoli doni

 

Era una vita che non mi beccavo una febbre come quella di ieri. Con annessi e connessi. Cavolo. E ho tirato più di qualche maledizione, visto che avevo in programma l’imminente partenza per le ferie di Natale. Ma come per magia oggi è scomparso tutto! Quindi, nessun cambio di programma!

Però questa influenza un piccolo dono me l’ha portato: ho potuto leggere. In santa pace. 

 Ho divorato 150 pagine di Storia di Neve. Non ho ricordi di così tante pagine lette in un giorno solo e sinceramente ne avrei lette ancora e ancora. Purtroppo negli ultimi tempi le mie letture sono fatte di mozzichi e bocconi o di frasi che mutano il loro senso copulando coi miei pensieri onirici. Invece ieri, che bella sensazione sentirmi così completamente immersa nella lettura, sapendo di poter leggere fino a quando  volevo senza interruzioni! 

E poi la febbre e il senso di freddo dentro, sembravano trascinarmi anche fisicamente nelle atmosfere di questo strano libro. Ma del libro parlerò quando lo avrò finito, tra altre 650 pagine :-)

Per ora vorrei salutarvi, che domani parto, e augurare a tutti buone vacanze di Natale.

Lascio anche a voi un piccolo dono, una foto che ho scattato l’anno scorso al mio monello.

 

Alessio, Natale 2007

  (è sfuocata, lo so… ma ha un sorriso così sincero e contagioso, che mi piace tantissimo!)

Auguri a tutti!

 a presto!

 

Senza chiudere la porta

 

Lo so che ti ha sorpreso
il suono arrugginito
il passo roco
lento e impacciato,
e mi hai deriso
perché goffa
come uno sbadiglio spalancato
t’ho ridato gli occhi
solo adesso.

Ma non lo sai
che ci sono anni di soli inverni,
baci che non sono primavere
e paure
che ti gelano nel letto
e guai a muoverti,
guai!

Ti ho sorpreso, lo so
senza scudi né alleati
nudo
sotto la pioggia
e stralunati
stretti nel disagio
ce ne siamo andati
claudicanti
senza chiudere la porta.

Scripta

 

Oddioddioddioddio!
Ci volevano dodici anni, perché un Capo (c maiuscola per riferirmi a un grande capo, uno di quelli che sta a Roma, per capirci) ideasse un dono di Natale così fichettoso!
Non parlo mai di robe che vanno a sfiorare l’ambito del lavoro, ma stavolta non posso resistere!
Questo regalino è una sciccheria!
Dunque, a vederlo sembra una classica agendina tascabile, solo un po’ più piccola e cicciotta.
Dentro però, niente numeri, niente date… ci sono solo righe… righe vuote… tante righe vuote…
E nella prima pagina, alcune parole di presentazione. Parole che ho trovato così carine, ma così carine, da volerle riportare qui, almeno nella parte che posso riportare.

 

Nell’era della tecnologia diffusa e del supporto elettronico alle nostre esigenze di memorizzazione, il più tradizionale strumento di ausilio, il taccuino degli appunti, non ha perso la sua funzione. Come non ha perso il suo fascino. [...]

Scripta, Signa, Numeralia e Miscellanea: nel rapporto con i segni, le parole e i numeri, le nostre esigenze sono tanto diverse quanto personalissime.

“Scripta manent” era l’invito e, nello stesso tempo, l’ammonimento dei nostri padri: nella frenesia della nostra epoca che ci porta a fare tante cose e tutte insieme, è certamente utile che le informazioni, le emozioni, la logica e la creatività affrontino l’indispensabile confronto con la forza rivelatrice della parola scritta.

  

Bè, sono rimasta meravigliata. Potrò smettere di appiccicare post-it ai pacchetti di fazzoletti o sul display del cellulare! O di memorizzare bozze di sms che sembravano codici cifrati e che poi non ero più nemmeno in grado di decifrare.
Troppo bello, il mio taccuino!

Ah, dimenticavo la chicca finale! Nell’ultima pagina c’è scritto così: 

 

Niente di più prezioso
personale e irrinunciabile di un appunto,
uno schizzo, un abbozzo di progetto.

Per favore restituire a: ………………….

 

Adesso ci schiaffo il mio nome! Che bello! :-)