Nostalgie

 

Avevo cercato Dickens per nostalgia. Dopo vent’anni, Oliver Twist continuava a ricomparire tra i miei pensieri, più o meno consapevoli, e qualche volta si infilava, sotto falso nome, in qualche mio racconto, qualche altra volta lo riconoscevo in personaggi che incontravo leggendo qua e là, altre volte mi pareva di vederlo in Tv o tra le tristi storie quotidiane che mi capitava di ascoltare.
Il bello è stato che me ne sono resa conto solo quando qualcun altro me l’ha fatto notare, riconoscendolo nel personaggio di un mio racconto che si intitola La stanza fredda e che, volendo, si può leggere QUI.
Bè, insomma, tutto questo per dire che la nostalgia di Oliver Twist mi ha riportato a Dickens e proprio ieri sera ho finito di leggere Grandi Speranze. Se mi è piaciuto o meno devo ancora deciderlo… però un po’ ci sono rimasta male. Mi aspettavo qualcosa di diverso. Forse è perché sono passati vent’anni e forse i miei occhi, nel frattempo, hanno visto di più e di peggio, forse perché ho perso un bel po’ di malizia, come lettrice e soprattutto come persona. Forse perché Pip non è Oliver, punto e basta. Fatto sta che avrei voluto qualcosa di più… triste? Bieco? Gretto? Povero? Violento? Non lo so…
Certo è che Grandi speranze è un teatro in cui è messa in scena la contraddizione. Si è trascinati, sballottati direi, nel continuo contrapporsi di povertà e ricchezza, legalità e frode, amore e odio, ragione e follia. Attraverso gli occhi e le parole di Pip ho vissuto sentimenti precisi e se qualche volta mi sono annoiata è perché Pip si annoiava. Se qualche volta ho detestato Pip, è perché lui stesso si detestava. E se qualche volta ho pianto… allora vuol dire che il libro mi è piaciuto. Quando arrivo a piangere, il legame è stato stretto, l’obbiettivo raggiunto.
Quindi credo proprio che questo libro me lo porterò nel cuore.
Un accenno a Casa Satis non posso non farlo. Ecco che, quando ormai non lo credevo più possibile, un’altra casa strana riesce a sconvolgermi, forse più di tante case che ho incontrato leggendo horror.
Credo che Casa Satis e le sue vicende sbucheranno fuori, in modo o nell’altro, nascoste in qualche mio racconto futuro.

Tornando alle mie nostalgie, ieri pomeriggio ho deciso che essere disordinati è una cosa troppo bella. E lo dice una che ci prova da anni ad acquisire un po’ di senso dell’ordine! Ma dico io, uno ordinato, che mette tutto a posto e ritrova sempre tutto dove lo ha lasciato, non scoprirà mai il bello di certe sorprese. Ieri pomeriggio ho preso le valigie. Tutte impilate, la piccola nella grande e così via. Tutte ordinate. Ma ecco la meraviglia: mi accorgo che ci sono cose nelle tasche laterali, sento uno scricchiolio, c’è del volume. E così, in una valigetta a tracolla che non aprivo da almeno quattro anni, ho ritrovato (oltre a mezzo pacchetto di Fruittella in decomposizione) una penna carina e soprattutto alcune foto di miei quadri che non ricordavo più di avere. L’anno scorso, in una tasca della valigia, avevo ritrovato gli occhiali da sole di Fendi (che poi ho perso di nuovo) e anche 50 euro, oltre alle matrici di biglietti aerei o a cartoncini di camere d’albergo. Ieri ho ritrovato un bigliettino del Kenya e mi sono venuti i brividini nostalgici!

Bè… ovviamente si sarà capito, parlando di valigie, che sto per partire. Me ne vado una decina di giorni. Ho già preparato tutto, creme solari, costumini, macchina fotografica e libri. Spero di riuscire a leggere almeno i tre che porto via (Il diavolo in amore di J. Cazotte, Amrita di Banana Yoshimoto, e un libro di Paul Charles Doherty il cui titolo ha a che fare con il diavolo ma non me lo ricordo di preciso) e spero che ci sia il sole… e se pioverà, coglierò l’occasione di andarmene un po’ in giro per i posti in cui ho trascorso periodi della mia infanzia, così per lasciarmi cullare dalle nostalgie.
Ciao a tutti, a presto!

 

5 Risposte a “Nostalgie”


  1. 1 Walter Giugno 13, 2008 alle 4:09 pm

    Buon viaggio, Valchiria! Ci si sente presto! Se trovi in giro “Le Ceneri Di Angela” di Frank McCourt, te lo consiglio vivamente (questo per riallacciarmi al tuo discorso su Grandi Speranze)… magari l’hai già letto. Beh, c’ho provato! Ciao.

  2. 2 Vinch Giugno 13, 2008 alle 5:13 pm

    Io ricordo con piacere hard times di dickens, forse anche perché è l’unico dei suoi che ho letto…
    Buon viaggio!

  3. 3 Anonimo Giugno 14, 2008 alle 12:53 pm

    Ammetto che anch’io, sulle prime, ebbi le stesse tue perplessità su “Grandi Speranze”. Poi, a mente fredda, decisi che m’era piaciuto.
    Un saluto a volo! (che sono solo di passaggio da pc estraneo…)

  4. 4 banshee Giugno 14, 2008 alle 12:57 pm

    òps, dimenticata firma…
    ri-ciao
    banshee

  5. 5 misterecho Giugno 15, 2008 alle 11:40 am

    Ciao Val.
    Buon viaggio, buona lettura e buon disordine ;)


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