In questi giorni mi è capitato spesso di pensare a quando ero incinta.
A quando l’ho scoperto, gli stati d’animo, l’euforia e il terrore.
Alle settimane di segreti, in cui avrei voluto dirlo al mondo e allo stesso tempo tenerlo solo per me.
Ai lunghi letarghi, la stanchezza, le privazioni, la fame cronica, il bruciore di stomaco.
Ai pianti immotivati e ormonali che tanto mi mettevano a disagio e ai vani tentativi consolatori delle mie amiche.
Alla fierezza con cui mostravo la mia pancia quando se ne vedeva appena appena un accenno.
Alla pesantezza con cui ho affrontato i cambiamenti importanti del mio corpo, quando la pancia cominciava a diventare un problema relazionale, perché non potevo essere abbracciata e perchè erano troppe le mani che avevo addosso, io che non amo essere toccata… quando la pancia era un problema di baricentro, perché non riuscivo ad alzarmi dal divano, quando non potevo nemmeno più tagliarmi le unghie dei piedi.
Ci sto pensando in questi giorni perché ho tre amiche in dolce attesa, e magari presto saranno quattro (io continuo a incrociare le dita per te, tanto lo so che leggi!)
Così, pensando pensando, ho riesumato una poesiola che avevo scritto proprio qualche giorno dopo aver avuto la grande notizia dell’arrivo del mio cucciolo.
BIANCO E ROSSO (08/02/2007)
Ti muovi nel silenzio,
ti fai spazio tra le ombre.
Gridi il mio nome
e io non posso sentirlo.
Non posso riconoscerlo.
Si confonde tra gli altri rumori silenziosi.
Cosa sei?
So cos’eri. Bianco e rosso.
Riesco a scomporti.
Ma non so cosa sei oggi.
Hai infilato le tue unghie
come radici nelle mie carni.
Bevi il mio sangue.
Mangi il mio sangue.
Respiri il mio sangue.
Cosa sei?
E cosa sarai?
Infine volevo regalare alle mie amiche e a tutte le future mamme un frammento di un libro che ho letto mesi fa, avuto in prestito da Alessandra e che mi è piaciuto tanto.
Quando sei incinta, non pensi ad altro che a riprenderti il tuo corpo per averlo di nuovo tutto per te; dopo il parto, però, ti rendi conto che la parte più importante del tuo essere è diventata un elemento esterno, soggetto a ogni sorta di pericolo, che potrebbe sparire in ogni momento.
Così, passi il resto della tua vita cercando di escogitare un metodo per tenerlo abbastanza vicino, per stare bene. È questa la cosa strana della maternità: fino a quando non metti al mondo un bambino, non riesci nemmeno a capire quanto ne sentissi la mancanza.(Jodi Picoult, Senza lasciare traccia)
Bene, in bocca al lupo a tutte le future mamme, e godetevi questi mesi infernali, che dopo è peggio!

… non immagini neanche la frustrazione, l’ansia nell’aspettare il giorno del ciclo che immancabile arriva, sempre, puntuale!!
Milioni di pensieri e speranze si affollano nella mia mente prevaricandosi a seconda del momento più o meno ottimistico. Ho persino sperato che il tuo sogno fosse stato premonitore e che stupidamente tu potessi averlo saputo prima di me!
Poi mi fermo, ragiono, analizzo la situazione e le possibili cause che possono non dar corso alle mie speranze… arrivo a concludere che se non succede forse c’è un perchè più grande, giustificato da quello fisico e l’ansia sale insieme al senso di inutilità e di vuoto che questa porta con se…
Sento l’incedere del tempo alitarmi sulla nuca, il tichettio del mio orologio biologico amplificarsi fino a rimbombarmi nella mente ed affievolire ogni ragionevole speranza alla quale mi aggrappo. Assurdo come ti possa mancare una cosa della quale non sai nulla solo perchè le tue cellule, le tue viscere, nel profondo, sono state programmate per quello…
Ho sempre pianificato, anteposto lavoro, studio, pensando che non fosse il momento giusto. Ho sempre pensato fosse un progetto talmente grande al quale dedicare la migliore me stessa, al quale darsi senza distrazioni e soprattutto al quale dare la stabilità di una coppia conquistata nel tempo e che ancora oggi scopre nuove sfaccettature di un rapporto che si avventura un pochino meno instabile sul filo della quotidianità cercando costantemente l’equilibrio migliore per non cadere…
Ora la confusione è totale, troppi sono i pensieri, le paure, le speranze ma una è la certezza… la mancata maternità sarebbe una ferita profonda nell’animo e nella vita…
Grazie per i tuoi pensieri…
Credo che la cosa migliore sia semplicemente smettere di programmare. Viviti il tuo rapporto di coppia con serenità e non cominciare a farti la fissa dell’età, perchè sei molto molto più giovane di tante donne che adesso aspettano il loro primo bimbo.
Quando sarai tranquilla, la tua creaturina sentirà che è il momento giusto per arrivare da voi due!
Un abbraccio forte, ci sentiamo stasera o in settimana
Ciao, capisco bene quello che hai scritto, io l’ho vissuto dall’altra parte. Dalla parte di quello che guarda e non sa che fare…
Ora sono tutti dei ricordi, incredibilmente vividi, sia belli che frustranti, di certo qualcosa che non se ne andrà mai dalla memoria.
Che esperienze!!!
Ciau
Esperienze assolutamenmte indimenticabili… e comunque hai ragione, si pensa sempre alle future mamme, ma anche i futuri papà hanno le loro belle grane!
La procreazione umana è comprensibilmente involontaria ipocrisia.
L’astinenza è la più nobile forma di suicidio.
Ciao, vere le tue parole, io credevo sinceramente che fosse un’esperienza molto più semplice da vivere, invece (caspita!!) mi rendo conto di essere impreparata. Speriamo sul serio che quando lo avrò tra le mie braccia tutto venga da se, non credevo di poter avere così tanta paura…