C’è un filo

 

C’è un filo d’argento
tra i tessuti crespi
di pensieri vestiti a festa.
È un filo stregato
che cuce perle e briciole
e le fa stridere
di musiche incantevoli
che non conosco
eppure riconosco.

Ho girato gli occhi
con lo stomaco squassato
da fame incredula e paura.
Ho trattenuto il fiato
a diradare giorni e segni
celando dietro una sola mano
il colore del cielo
e il rosso della cupidigia.
Ho girato gli occhi
ma ti ho visto sai
rubarmi densità
e seppellire male
l’ombra dell’impaccio.

Ti sento,
suoni di cristallo e cartavetro
sai di terra e crema pasticcera
sei febbre di pensieri
e ruvida ortica.

Riposi nei contrasti
Emergi nelle latitanze
Sfavilli nei chiaroscuri.
Apri negli enigmi
Chiudi nei confronti.

Ma ricorda che ti ho visto
anche nelle poche parole
scritte senza veli
e riconosco la strada
attraverso un filo
d’argento stregato
che annodo mille volte
sotto l’unghia dello stesso dito.

 

 

6 Risposte a “C’è un filo”


  1. 2 gelostellato Maggio 29, 2008 alle 9:00 pm

    e quella sepoltura dell’impaccio mi piace tanto
    più d’ogn’altro verso…

  2. 3 Valchiria Maggio 29, 2008 alle 9:33 pm

    ce l’avevo in testa da mesi… ma mi mancava il resto ;-)

  3. 4 waltereno Maggio 30, 2008 alle 10:54 am

    Bella, mi piace tanto :) Fili troppo fini si spezzano al vento, e le estremità si perdono fluttuanti nelle correnti contrarie senza troppa nostalgia.

  4. 5 banshee Giugno 1, 2008 alle 12:37 am

    bella!
    molto intensa la seconda strofa, ma è la terza la mia preferita, sembra quasi di sentirlo, il tintinnio dei cristalli, il graffiare della carta vetrata… fino a “sei febbre di pensieri e ruvida ortica”, una frase davvero azzeccata.
    un saluto! :)

  5. 6 Valchiria Giugno 2, 2008 alle 9:08 pm

    Davvero contenta che sia piaciuta, grazie! :-)


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