Ti dipingo
nera infatuazione
per i miei occhi
che hanno visto tanto.
Ti racconto
e sei oblio
di quei pensieri
che vivono di regole.
Ti sento
ragnatela e ragno
mia trappola
e mia regina della caccia.
Ti desidero
ardito sogno
di mescere il tuo fluido e la mia saliva…
ti avvicino
dischiudendo
la doppia cucitura delle nostre vite,
ti prendo
selvaggia
nella tua nudità di puledra mai domata
e ti possiedo
fremito nel ventre
piacere arido e sordo delle mie menzogne d’uomo.
Ti libero adesso
Ti dissolvi
Ti confondo
Ti sciogli
Ti perdo…
Ti odio
Donna
Ti odio
come odio il mio seme che trattengo nella mano.

potevi chimarla “ode al pugnettaro”, faceva più cool.
a parte gli scherzi, mi è piaciuta. molto intensa.
Come diceva quella culazza di Aldo Busi: “Ma noi amiiiiiiaaaamoooo le donne!”