Sotto le unghie
Ho ancora terra e sangue.
Le ginocchia rotte
La lingua arida.
Dovrò bere anni
Riposare mari
E parlare sottovoce
Perché ho vomitato
Tutta la merda
Che mi hai spinto in gola.
Ho graffiato la pelle dei morti
ho scopato i morti
ho ucciso i morti.
Sotto le unghie
Ho la terra della mia tomba
Ma il sangue
È il tuo.

E’ una poesia bella tosta… a tinte forti! però non mi dispiace.
In questo momento, non sai quanto mi riconosco in questa poesia. Intensa, struggente e malinconica, è anche rabbiosa e vendicativa allo stesso tempo. Scusa le minchiate, ma di poesia forse non capisco molto.
Non so se di poesia ne capisci molto, ma questa l’hai capita bene
sono sensazioni che provo ogni volta che rientro in contatto con un mio preciso passato che mi ha ridotto piuttosto male… e mi spiace che tu stia passando un momento così…