A Cuba non ci volevo andare e non so il perché. Saranno stati alcuni stereotipi fastidiosi che non volevo assecondare, bo… no no, io volevo andare in Venezuela, a Isla Margarita. Pochi giorni prima della conferma, però, vengono bloccate tutte le partenze per il Venezuela, a causa di problemi economici e politici. Insomma, non so né come né perché, alla fine tutte le proposte sostitutive portavano a Cuba. E allora sono andata a Cuba.
Il viaggio è stato il più devastante della mia vita. Una decina di ore di volo fino a L’Havana, che poi sono diventate 12 perché sulla capitale si abbatteva il diluvio universale e non si poteva atterrare. Due ore a volare in cerchio sull’aeroporto, tra vuoti d’aria, fulmini che sembravano accarezzare i finestrini e grandi voltastomaco.
Atterrati a L’Havana, un’ora di scalo tecnico e poi di nuovo in volo per Holguin. Lì mi attendeva il pulmann, con cui avrei raggiunto (dopo altre 2 ore di viaggio) la località più in culonia di tutta l’Isola. Insomma, arrivo nella mia camera da letto nel cuore della notte dopo 24 ore che ero uscita da casa mia. Inutile dire che sono piombata nel mondo dei sogni senza nemmeno rendermi conto di dove mi trovassi.
Al risveglio, ancora stordita dalla stanchezza e dal fuso, e con lo stomaco che reclamava pancetta (all’estero mangio sempre il bacon sbruciacchiato, non posso farne a meno) mi rendo conto di trovarmi nel posto più paradisiaco del mondo. Di nuovo quella sensazione che ti toglie il fiato, come in Messico, ma molto di più. Una baia meravigliosa, un mare che ti ruba l’anima e un sole che non ha pietà.
Dieci giorni a Cuba, dieci giorni di un’altra vita… ho voglia di fermare alcuni momenti, quelli che ancora oggi porto dentro con una certa emozione.
L’acqua… a Cuba ho sentito per la prima volta che potevo non aver paura dell’acqua. La sua trasparenza, la dolcezza con cui ti accoglie, l’intensità con cui ti manifesta la sua profondità verde smeraldo.
I giri in canoa alla foce del fiume, chinando la testa e infilandomi sotto le mangrovie, con la sensazione di violare una natura ancora primitiva, con pesci enormi da far paura.
Non dimenticherò mai la passeggiata sulla spiaggia e i due contrabbandieri che sbucarono fuori all’improvviso.
Scatole di sigari Cohiba e ciondoli di corallo nero, sculture di legno e rhum, me li volevano dare in cambio delle mie infradito. Uno dei due mi disse che potevano andar bene a sua figlia, ma aveva uno sguardo famelico perchè erano di una nota marca americana, cosa introvabile.
A proposito di America, ricordo che mi ha fatto una strana impressione non vedere nulla – ma proprio nulla – di americano. Nemmeno un goccetto di Coca-Cola… tutto era di provenienza locale o europea.
Ricordo col sorriso la giornata trascorsa a Santiago. Un interminabile viaggio di 200 km durato 4 ore, perché le strade erano trappole leggermente asfaltate, con voragini spaventose, percorse da veicoli preistorici.
In città ho mangiato duemila dolcetti con la marmellata, ho accarezzato un porcellino (io adoro i porcellini!) mentre visitavo i monumenti e ho lasciato la mia firma sulle pareti della Casa della Musica, il più famoso locale dove si esibiscono i musicisti cubani.
Ricordo la musica, a Cuba tutto è musica e movimento. La gente per le strade cammina ballando, la musica esce dalle finestre delle case e dai negozi. Anche nei ristoranti, i piatti arrivano accompagnati dalla danza.
Tutti cantano e ballano, sembra che non possano farne a meno, sempre.
Ma Cuba non è solo cose belle… Cuba è vedere ville in stile coloniale di un lusso spaventoso e reticolati di catapecchie tutte identiche, stessa forma, stesse dimensioni, unica libertà il colore delle facciate. Cuba è regime, repressione dura di ogni tentativo di autonomia. 
Ma non voglio fare la noiosa, e concludo dicendo che la cosa più spaventosa che si può trovare in quest’isola delle meraviglie sono le zanzare. Eserciti di zanzare assuefatte all’Autan e assetate di sangue straniero. Una disfatta, giorno e notte.
Ecco, in ogni caso, resta il fatto che a Cuba non ci volevo andare… e oggi sogno di tornarci.


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